MobilitAzioni
Nel weekend che ha preceduto l'inizio della XXI conferenza delle parti dell'UNFCC (la convenzione quadro delle nazioni unite sui cambiamenti climatici) di Parigi sabato 28 e domenica 29 novembre si sono tenute centinaia di manifestazioni in oltre 150 paesi (globalclimatemarch.org) per chiedere ai governi un accordo equo, ambizioso e vincolante per un mondo alimentato al 100% da energia rinnovabile entro il 2050.
Dopo i tragici attentati, il governo francese ha cancellato la manifestazione nella propria capitale, ma si è marciato a San Paolo, Nuova Delhi, Kampala, Città del Capo, Melbourne, Ottawa, Tokyo, Sydney, Madrid e Roma per citare solo alcuni degli appuntamenti globali.
In Italia i federalisti hanno partecipato con le proprie proposte in diverse città italiane.
di Raffaella Bolini *
Dopo Parigi, l’Europa blinda le frontiere. I volontari della rotta balcanica dei migranti invece propongono una giornata europea di azione il 18 dicembre per «aprire le porte». Una mobilitazione unitaria per dimostrare che c’è un modo diverso per sconfiggere la paura: togliere muri e barriere.

Noi cittadini europei
rileviamo che
l'unificazione europea ha assicurato per oltre mezzo secolo, un benessere senza precedenti, il consolidamento della democrazia e ha rappresentato la pace, o un modello per l'intero pianeta;
tuttavia, a seguito della crisi finanziaria ed economica globale, è cresciuta la disaffezione popolare nei confronti del progetto europeo;
il distacco dei popoli dalle istituzioni europee dipende principalmente dalle politiche di austerità senza sviluppo, senza consenso democratico e senza equità e dalla incapacità dell'Unione europea di parlare con una sola voce nel mondo e di fare fronte ai drammatici problemi della sicurezza interna e internazionale;
la ripresa della costruzione dell'unità europea presuppone la riconquista del consenso popolare al progetto europeo;

L’umanità si trova di fronte al compito di assicurare sia la sopravvivenza e il benessere delle generazioni future sia la protezione delle risorse naturali e della vita sulla Terra. Abbiamo la convinzione che per affrontare grandi sfide come la disuguaglianza sociale, la proliferazione delle armi di distruzione di massa, la minaccia del terrorismo o la distruzione degli ecosistemi globali tutti i cittadini del mondo debbano impegnarsi in sforzi comuni.













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