Italia
- Scritto da Francesca Lacaita
Nel suo articolo Sono compagni che sbagliano sull’Europa, recentemente pubblicato qui su Europa in Movimento, Paolo Acunzo mette insieme questioni e personaggi che sarebbe bene invece tenere distinti, evitando così equivoci e confusioni. Paolo utilizza un topos ricorrente nel discorso europeista e federalista, la critica a una sinistra “nazionalista” o comunque ambigua nel suo europeismo, quindi carente nelle sue censure alle politiche europee. E per carità, tale critica è il più delle volte giustificatissima. Certo, il rischio è poi sottintendere, magari involontariamente, che i “moderati” da parte loro siano europeisti per definizione, o che le “politiche europee” vengano elaborate con lo sguardo dei saggi fermo sulla via dell’Europa unita, e non siano piuttosto il frutto di negoziati e compromessi condotti sul filo di interessi contrapposti e dei rapporti di forza.
- Scritto da Massimo Minnetti
Ringrazio Paolo Acunzo per aver lanciato questo dibattito sulla Sinistra e la linea portata avanti dal Governo Renzi in Europa che mi da la possibilità di esprimere un mio punto di vista su questo blog, suffragato da dati di fatto.
Si parla tanto in questi giorni della deriva nazionalista che avrebbe preso il Premier Renzi, qualcuno ha avuto anche il coraggio di paragonarlo a Salvini o a Grillo. Roba da non credere! Tanti attacchi non li aveva avuti neanche Silvio Berlusconi quando era Presidente del Consiglio.
- Scritto da Salvatore Sinagra
In questi giorni infuria una polemica tra le istituzioni europee ed il governo italiano. Su questo Blog è apparso un contributo assai condivisibile1, in cui Paolo Acunzo afferma che il premier Renzi fa benissimo a dire di volersi battere per l’Europa sociale, dell’innovazione, della cultura e dell’occupazione, tuttavia se lo fa senza avanzare alcuna proposta suscita il sospetto di voler solo cavalcare i sentimenti euroscettici senza avere un’idea di Europa. Non possiamo che augurarci che Renzi stia facendo qualche forzatura per costringere i governi europei a rivedere i trattati, tuttavia in un continente impantanato sul fronte istituzionale dagli anni della bocciatura della costituzione europea; nel mezzo di una crisi economica ormai decennale e con la guerra alle porte, non è più il tempo della tattica, servono proposte.
- Scritto da Paolo Acunzo
“Io non faccio una battaglia contro l'Europa, a differenza di quello che scrivono alcuni commentatori. Io faccio una battaglia per l'Europa. Ma l'Europa del sociale, della cultura, dell'innovazione, dell'occupazione. Non solo l'Europa dei numeri, dei parametri, dei vincoli. Tutto qui. Così facendo difendo l'interesse dell'Italia, certo. Ma difendo anche la dignità dell'Europa.” (Matteo Renzi, Enews 406, 21/12/2005).
Messa così, chi può dargli torto? Sono le stesse argomentazioni che spingono nell’azione quella nebulosa altermondialista a cui si richiamano vari alfieri della sinistra europea detta radicale. Questi fanno propria una narrazione basata sulla critica all’Europa esistente, considerata liberista e ad esclusivo beneficio di banchieri, delle burocrazie e delle multinazionali.
- Scritto da Salvatore Sinagra
di Salvatore Sinagra
Ad un incontro organizzato da Nomisma a Bologna il governatore di Bankitalia ha fatto due affermazioni importanti: ha detto che l’Unione Europea ha la necessità di acquisire una dimensione politica ed ha aggiunto che i progressi tecnologici che si stanno registrando in questi anni nel breve periodo avranno ricadute negative sull’occupazione che devono essere gestite. Sul versante politico Visco non parla di particolari, ma esprime una visione. L’architettura istituzionale dell’Unione Europea a suo parere non consente di rispondere alle sfide della globalizzazione.















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