Dopo una settimana di attesa siamo tornati. Il nostro profilo twitter è stato riattivato il 19 ottobre.
Grazie a tutti quelli che ci hanno sostenuto firmando l'appello "Perché Twitter censura chi parla di Stati Uniti d'Europa?" e in particolare a Monica Tiberi per il suo interessamento che ha sbloccato la situazione.
La raccolta firme è quindi sospesa perché abbiamo centrato l'obiettivo che ci eravamo prefissi con l'appello.
Chiediamo a Twitter di annullare la sospensione del profilo del blog Europa in movimento (@euromovimento) avvenuta senza alcun preavviso venerdì 12 ottobre.
In un momento importante per la vita del continente europeo, anche in vista delle elezioni europee del 2019, le piattaforme social devono consentire la più ampia espressione e diversità di vedute - quando esse non istighino all’odio e ad ideologie razziste o totalitarie sanzionate dalle leggi vigenti.
La risposta generica, fornita a posteriori, dalla società di San Francisco "L'account è stato sospeso a causa di diverse o ripetute violazioni delle Regole di Twitter" non è accettabile perché non indica le norme violate né i contenuti oggetto della violazione.
Riteniamo che Twitter debba garantire la libertà di espressione e il diritto all’informazione come valori fondamentali dello stato di diritto.
Primi firmatari:
Giuseppe Allegri, Enzo Amendola, Giorgio Anselmi, Laura Baglieri, Brando Benifei, Francesco Berardini, Raffaella Bolini, Mauro Bonavita, Luca Bonofiglio, Stefano Bonaccini, Grazia Borgna, Pierferdinando Casini, Roberto Castaldi, Anna Castellano, Carlo Castellano, Alessandro Cavalli, Stefano Ciafani, Roberto della Seta, Jacopo Di Cocco, Pier Virgilio Dastoli, Monica Frassoni, Sandro Gozi, Piero Graglia, Piergiorgio Grossi, Carlotta Gualco, Eric Jozsef, Lucio Levi, Beppe Manzitti, Alberto Maritati, Lorenzo Marsili, Maurizio Melani, Lidia Menapace, Luca Miraglia, Angelo Morini, Enrico Musso, Attilio Oliva, Oreste Pollicino, Paolo Ponzano, Franco Praussello, Luisa Trumellini, Nicola Vallinoto, Guido Viale, Lamberto Zanetti, Stefano Zara.
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