EDITORIALE - Matteo Renzi sull'isola che non c'è
C’e’ grande curiosità, per alcuni aspettative, per il messaggio per l’Europa che sabato 30 gennaio il Premier Matteo Renzi lancerà dall’isola di Ventotene. Le ragioni sono varie. E’ la prima volta che un Presidente del Consiglio in carica si reca sull’isola del Manifesto “Per un’Europa libera e unita” di Altiero Spinelli con il chiaro significato di dare un netto taglio politico al suo messaggio.
Tale visita avviene immediatamente dopo un importante incontro chiarificatore con Berlino e nel pieno di un acceso dibattito (in corso anche sul nostro blog www.europainmovimento.eu) sulla nuova linea politica inaugurata del governo italiano presso le istituzioni europee che ha ricevuto più di una critica dal tradizionale fronte europeista, molto preoccupato da possibili svarioni nazional-populisti.
EDITORIALE - Un secolo breve anche per l'Unione europea?
Alcune coincidenze meritano di essere ricordate per il loro valore simbolico. Nel dicembre del 1991, mentre nella foresta di Belovezh, vicino a Minsk, i presidenti delle tre repubbliche della Russia, dell’Ucraina e della Bielorussia decretavano la dissoluzione dell’URSS, a Maastricht iniziava il Consiglio europeo che avrebbe approvato il Trattato di Unione europea. In apparenza si tratta di due decisioni opposte, una per la divisione e l’altra per l’unità. Tuttavia, esse sono state originate da un medesimo sisma tettonico. I sommovimenti della storia sono lenti a manifestarsi in superficie.
EDITORIALE - Contro Le Pen, Orban, Salvini, Farage e Grillo l'unica risposta sono gli Stati Uniti d'Europa
Come ampiamente previsto le elezioni regionali in Francia hanno registrato la vittoria del Fronte Nazionale che, con quasi il 30% dei consensi, diventa il partito più votato superando sia i repubblicani di Sarkozy che i socialisti di Hollande.
Il Partito socialista francese ha inseguito politiche e atteggiamenti sovranisti tipici della destra nazionale e quindi il calo elettorale da parte dei socialisti francesi è ben meritato. Ognuno raccoglie quello che ha seminato.
Il Fronte Nazionale voleva chiudere le frontiere ai migranti e il governo Hollande l'ha perseguita dopo gli attentati anche se la misura non serve a granché: molti terroristi hanno la stessa cittadinanza delle vittime.
EDITORIALE - Le proposte di Cameron per l'UE. E gli europei che pensano di fare?
Una decina di giorni fa il Primo Ministro britannico David Cameron ha pubblicato la lettera inviata al Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk con le richieste di riforma dell’Unione Europea avanzate dal suo governo in vista del referendum (previsto nel 2017) su una possibile uscita del Regno Unito dalla stessa UE.
Né la lettera né il suo contenuto sono giunti inaspettati: la prima era attesa da tempo e il secondo era già discusso da tempo a livello di governi come di istituzioni europee e di opinione pubblica. I tristi fatti di Parigi di poco successivi hanno tuttavia oscurato l’una e l’altro, ma li vogliamo riprendere qui perché su di essi si giocano la natura e il futuro dell’Unione Europea.
EDITORIAL: The March of Refugees towards a Europe of Rights
The fact that thousands of refugees are moving from Budapest to the Austrian border, on the way to Germany, and those pictures of Hungarians offering food and comfort to the refugees give us hope of a welcoming Europe, dissimilar from the cruel and indifferent one which has been shown on televisions during the last months.










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