Accogliere i rifugiati, o è barbarie
Noi, cittadini dei paesi membri dell’Unione europea, della zona Schengen, dei Balcani e del Mediterraneo, del Medioriente e di altre regioni del mondo che condividono le nostre preoccupazioni, lanciamo un appello d’emergenza ai nostri concittadini, ai governi, ai rappresentanti nei parlamenti nazionali e al Parlamento europeo, oltre che alla Corte europea dei diritti dell’uomo e all’Alto Commissariato delle Nazioni unite per i Rifugiati:
Bisogna salvare e accogliere i rifugiati dal Medioriente
Welcome refugees to Europe - A moral and political necessity
We citizens of the Member States of the European Union, of the Schengen Area, the Balkans, of the Mediterranean, and of the Middle East as well as citizens of other countries in the world, who share our concerns, are launching an emergency appeal.
To our government leaders and our representatives in national parliaments and in the European Parliament, as well as in the European Court of Human Rights and in the Office of the United Nations High Commissioner for Refugees:
The refugees from the Middle East must be rescued and welcomed !
Perchè sosteniamo l'iniziativa dei cittadini europei “Wake up Europe”
Nel settembre del 2012 l’allora primo ministro italiano Mario Monti propose agli altri partners europei un vertice da tenersi a marzo 2013 per affrontare il tema della crescita del nazionalismo e dell’euroscetticismo in Europa. Nel 2010 infatti era andato al potere in Ungheria il partito Fidesz, guidato da Victor Orban, aderente al Partito Popolare Europeo (PPE), ma di tendenze euroscettiche, sulla scia di una campagna elettorale con accenti chiaramente nazionalisti e xenofobi.
L’appello alla mobilitazione per salvare Schengen diventa virale in Francia
Nei giorni scorsi un articolo pubblicato da Michele Ballerin, vicesegretario del Movimento Federalista Europeo, sul “Courrier International” ha registrato un successo di pubblico eccezionale, superando in poco tempo 15.000 gradimenti e condivisioni sulla pagina Facebook del giornale, e scatenando un acceso dibattito soprattutto fra i giovani francesi della “generazione Erasmus".
L’articolo - un vero appello alla mobilitazione rivolto alle generazioni di europei più giovani - era apparso originariamente sull’Espresso. L’autore identifica la generazione Erasmus come il soggetto sociale che più avrebbe da perdere se l’Europa rinunciasse alla conquista della libera circolazione delle persone e, così facendo, gettasse alle ortiche sessant’anni di integrazione europea. Segue l’invito a ribellarsi alla miope condotta dei governi nazionali e a rivendicare, da protagonisti, il proprio futuro in Europa, rilanciando il processo della sua unificazione politica.
Catena umana al Brennero per costruire ponti e non muri
Sabato 20 febbraio 2016.
Si parte in treno, pullman, auto e con ogni altro mezzo verso il passo del Brennero, confine Italia-Austria, dove si terrà questa catena umana per dire NO al ripristino dei controlli alle frontiere e quindi perdere di fatto tutte le fondamentali libertà di circolazione e commercio conquistate in passato. Bandiere, trombe e sassofoni, mani intrecciate.










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