Patto per l'Italia nell'Unione europea
Il Consiglio italiano del Movimento europeo conclude stamattina la campagna rivolta alle forze politiche in vista delle elezioni legislative e delle elezioni regionali in Lombardia e nel Lazio con il “patto per un’Europa unita, solidale e democratica”. Sottolineiamo l’ampio sostegno del mondo accademico che ha coinvolto 170 docenti di oltre quaranta università italiane e che è stato rilanciato in Spagna dall’iniziativa “the need for a closer European integration” - a cui hanno aderito ottantaintellettuali, giornalisti e accademici- ma anche in Germania da “a soul for Europe” (asoulforeueurope.eu) e a livello europeo dalla Société Européenne de Culture.
Ius soli: un obiettivo politico di civiltà per l’Italia e per l’Europa
Lettera aperta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Genova, 27 dicembre 2017
Gentile Presidente Mattarella,
Le scrivo per esprimere la mia indignazione per la mancata approvazione della legge sullo ius soli. Da cittadino italiano ed europeo ritengo sia un errore imperdonabile continuare a discriminare in questo modo persone nate e vissute in Italia escludendole dalla partecipazione alla vita politica del nostro paese.
Dopo l’uscita del Regno Unito con la Brexit in Europa abbiamo comunque un 28° paese dell’UE costituito dalle decine di milioni di persone che vivono, lavorano e studiano nel nostro continente senza diritto di cittadinanza. Un paese fantasma, presente in tutti i 27 paesi dell'UE, senza diritto di voto che subisce un vero e proprio apartheid, come ci suggerisce il filosofo francese Etienne Balibar.
La svolta europeista del M5S: opportunismo o convinzione?
La resistenza di Ada Rossi, una donna per la libertà
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Com’è nata l’idea di scrivere il libro Ada Rossi e quale era il suo profilo?
Entrambi siamo studiosi di Ernesto Rossi e abbiamo conosciuto Ada (che già da nubile si chiamava Rossi, scherzi del nome!) attraverso le sue lettere al marito. Con un atto di coraggiosa solidarietà, Ada aveva scelto di sposarlo in carcere nel 1931, dopo che Ernesto era già stato condannato a vent’anni per la sua opposizione al regime fascista nelle file di Giustizia e Libertà. Dopo il matrimonio, fu allontanata dalla scuola pubblica, in cui insegnava matematica; dovette mantenersi con lezioni private sino a 42 ore settimanali per mantenere se stessa e il marito in carcere; fu schedata e strettamente controllata dalla polizia e, infine, inviata al confino nel 1942, prima a Forino, in provincia di Avellino, e poi a Melfi e Maratea.
Sulla formazione europea dei partiti
* Ogni movimento o partito, una formazione politica quindi, non può non guardare con occhio attento alla formazione.
La formazione non può che essere europea, a questo devono rispondere i quadri di partito in funzione di quella alta amministrazione che dovrebbe essere rivestita dalla figura dei propri dirigenti. Questi devono essere legati ad una visione europea del partito stesso. Anche la formazione di base, non solo atto politico ma anche morale, deve essere al centro della programmazione perché senza una più ampia visione, che parta dalle comunità locali per finire agli ambiti internazionali, non si può aspirare a costruire una sana militanza politica che faccia partire dal basso la convinzione di una riforma delle Istituzioni anche a livello europeo.










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