Molto rumore per poco oppure regressione del progetto europeo?
- Scritto da Paolo Ponzano
L'accordo intervenuto il 19 Febbraio scorso in seno al Consiglio europeo al fine di evitare l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea deve essere considerato come una "foglia di fico" per permettere a Cameron di fare campagna contro il Brexit oppure rappresenta un regresso del progetto europeo? Gli analisti del processo di integrazione europea hanno interpretato l'accordo in modo diverso, a seconda delle loro preferenze per l'uscita o meno del Regno Unito dall'Unione europea.
L'imbroglio fiscale europeo
- Scritto da Guido Montani
Sunto dell'articolo a cura della redazione.
Davanti alla volontà di ricostruire i muri del passato e alla minaccia di una Brexit, il governo italiano ha presentato alcune proposte di riforma dell’Unione economica e monetaria con lo scopo di aprire un dibattito sul futuro dell’Unione. Tra gli obiettivi: il sostegno ad una politica degli investimenti, finanziata con l’emissione di eurobonds o Union bonds, e la creazione di uno European Fiscal Board (EFB) che dovrebbe diventare un organo consultivo del futuro Ministro delle Finanze dell’Unione monetaria, responsabile nei confronti del Parlamento europeo e con un bilancio adeguato. La questione cruciale, che invece va affrontata, è la riforma della politica fiscale europea necessaria per finanziare il bilancio europeo con risorse proprie.
L’appello alla mobilitazione per salvare Schengen diventa virale in Francia
- Scritto da Nicola Vallinoto
Nei giorni scorsi un articolo pubblicato da Michele Ballerin, vicesegretario del Movimento Federalista Europeo, sul “Courrier International” ha registrato un successo di pubblico eccezionale, superando in poco tempo 15.000 gradimenti e condivisioni sulla pagina Facebook del giornale, e scatenando un acceso dibattito soprattutto fra i giovani francesi della “generazione Erasmus".
L’articolo - un vero appello alla mobilitazione rivolto alle generazioni di europei più giovani - era apparso originariamente sull’Espresso. L’autore identifica la generazione Erasmus come il soggetto sociale che più avrebbe da perdere se l’Europa rinunciasse alla conquista della libera circolazione delle persone e, così facendo, gettasse alle ortiche sessant’anni di integrazione europea. Segue l’invito a ribellarsi alla miope condotta dei governi nazionali e a rivendicare, da protagonisti, il proprio futuro in Europa, rilanciando il processo della sua unificazione politica.
Non è più tempo di mezze misure
- Scritto da Giuseppe Caizzi
In questo frangente drammatico della storia europea, ci dobbiamo porre il problema di come risalire da questo abisso in cui siamo precipitati. Dobbiamo trovare nuovi percorsi per tornare a rivedere la luce della politica, della cultura, dell'economia ma sopratutto dell'anima.
Abbiamo perso l'anima, la voglia di progettare il nostro futuro. Ci siamo seduti sul nostro benessere e abbiamo iniziato a scartare le persone che non riuscivano a stare al passo imposto da ideologie omnicomprensive. Dopodiché abbiamo rifiutato le proposte e le idee alternative all’ideologia dominante. Alla fine è rimasto il nulla, il vuoto totale, ma impacchettato così bene che ci è parso talmente pieno di cose da volerlo a tutti i costi. Abbiamo eletto classi dirigenti degne di questo nulla che ci hanno trascinato, con la nostra colpevole ignavia e ipocrisia, in questo abisso.
Catena umana al Brennero per costruire ponti e non muri
- Scritto da Giorgio Romagnoni e Pietro Scartezzini
Sabato 20 febbraio 2016.
Si parte in treno, pullman, auto e con ogni altro mezzo verso il passo del Brennero, confine Italia-Austria, dove si terrà questa catena umana per dire NO al ripristino dei controlli alle frontiere e quindi perdere di fatto tutte le fondamentali libertà di circolazione e commercio conquistate in passato. Bandiere, trombe e sassofoni, mani intrecciate.










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