Migranti: un errore affidarsi al ricatto di Ankara
- Scritto da Guido Viale
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Per anni l’Eurobarometro ha indicato negli italiani uno dei popoli più “europeisti” e favorevoli all’ulteriore integrazione dell’Unione. Ma diverse indagini mostravano anche che gli italiani sono tra i meno informati sulle istituzioni e le politiche dell'UE. E’ una caratteristica della vita politica italiana: meno se ne sa e più ci si appassiona.Questo fenomeno ha toccato il grottesco nelle risposte date a una recente indagine pubblicata dal quotidiano Repubblica sull’atteggiamento verso il trattato di Schengen in quattro paesi europei. Ora, con una completa inversione di marcia, i più favorevoli al ritorno ai confini nazionali (e i più contrari all’UE) risulterebbero di gran lunga gli italiani. Un risultato in parte dovuto al modo bislacco in cui sono state poste le domande: nessuno ha spiegato agli intervistati che l’abolizione di Schengen avrebbe effetti tra loro molto diversi: per gli altri paesi europei sarebbe la soluzione “ideale” per tenere i profughi lontani dai loro territori; per noi significherebbe farsi carico di tutti gli arrivi, senza la possibilità di condividerne l’onere con il resto dell’Europa.
Renzi, Scalfari e un tentativo di appropriazione indebita
- Scritto da Paolo Ciofi
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Le scoperte di Scalfari - è cosa nota - hanno sempre una caratteristica tipicamente scalfariana: devono comunque fare colpo. In altre parole, o sono epocali o non sono. Anche di recente il padre fondatore della libera stampa, cioè di Repubblica, l’ha fatta grossa. Ha scoperto, niente po’ po’ di meno, che Renzi avrebbe impugnato «la bandiera europea di Spinelli». Roba da fare invidia a Cristoforo Colombo, ma di cui il combattente per l’«Europa libera e unita» certamente non sarebbe orgoglioso.
In Polonia a rischio stato di diritto, democrazia e diritti umani
- Scritto da Francesco Ristori Monaco
Solo pochi giorni fa, il 4 marzo, il Ministro della Giustizia del Governo di Varsavia ha assunto anche il ruolo di procuratore generale dello Stato, secondo un modello del passato che però risulta palesemente incostituzionale alla luce dell’Art. 10 della Costituzione polacca che codifica chiaramente la separazione dei poteri. Una novità che si è andata ad aggiungere alle intercettazioni telefoniche (e internet) arbitrarie legalizzate dal 7 febbraio, alla riforma della televisione che, nel mese di gennaio ha messo in discussione la libertà di informazione, e ad una situazione molto difficile per quanto attiene il Tribunale Costituzionale.
Accogliere i rifugiati, o è barbarie
- Scritto da Redazione
Noi, cittadini dei paesi membri dell’Unione europea, della zona Schengen, dei Balcani e del Mediterraneo, del Medioriente e di altre regioni del mondo che condividono le nostre preoccupazioni, lanciamo un appello d’emergenza ai nostri concittadini, ai governi, ai rappresentanti nei parlamenti nazionali e al Parlamento europeo, oltre che alla Corte europea dei diritti dell’uomo e all’Alto Commissariato delle Nazioni unite per i Rifugiati:
Bisogna salvare e accogliere i rifugiati dal Medioriente
Dalle strategie della BCE alla politica di sviluppo dell’UE. Il bazooka di Draghi non basta senza un New Deal europeo
- Scritto da Mario Leone
Davanti al vecchio tormentone tedesco, a quel «nein» (zu allem) di Jens Weidmann, governatore della banca nazionale (calmierato dalla sagacia politica – silente, consenziente – della Merkel) Mario Draghi ha superato un nuovo esame.
L’Europa è lontana dalla quota “salvezza” (permettetemi un eufemismo calcistico). I problemi economici alla finestra sono evidenti, dalla stagnazione, alla deflazione, al rischio di un nuovo trend di disoccupazione, ai debiti pubblici nazionali inossidabili. A questo vanno ad aggiungersi gli allarmi direi più che sociali, visto che ne influenzano l’andamento e spesso le richieste di aiuti più o meno psicologici, come il referendum sulla permanenza della Gran Bretagna nella UE e la catastrofe umanitaria dei migranti.










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