La mia Bruxelles. La città euforica di pochi mesi fa e l’assedio di oggi.
- Scritto da Salvatore Sinagra
Molti miei amici di ritorno da Bruxelles mi hanno manifestato una certa delusione, qualcuno per esempio mi ha detto senza mezzi termini che Amsterdam è un’altra cosa ed ho quasi litigato con un’amica francese perché avevo definito la capitale belga una piccola Parigi. A ben poche città tra le tante che ho frequentato mi sono affezionato come a Bruxelles. Una piccola capitale che mi ha fatto innamorare dei suoi mille colori, dei suoi frammenti. Chi pensa ad un unico melting pot sbaglia: il moderno e poliglotta quartiere europeo è profondamente diverso dai quartieri di immigrazione e non tutti i quartieri d’immigrazione hanno le stesse caratteristiche e le stesse criticità.
Il "midollo di leone" e l'Europa che non c'è
- Scritto da Mario Leone
Sono passate 48 ore da quando è stata commessa l’ennesima carneficina nel cuore dell’Europa comunitaria, in quella Bruxelles che vede affidate le sorti fisiche delle Istituzioni dell’Unione europea.
Morti e feriti, sull’altare della democrazia inesistente tra le mura amiche dell’UE. Una democrazia falsamente in piedi, debole nella reazione e solerte nella costernazione.
Adriana Cerretelli (ripresa da Roberto Napoletano) sul Sole 24 ore ha mosso le acque della pietas: “risparmiateci almeno il solito festival europeo di commozione, deprecazione generale e retorica solidaristica, il ciclo sterile delle commozioni mordi e fuggi e della conseguente inazione”.
L’Europa al tempo del Quantitative Easing
- Scritto da Salvatore Sinagra
Il presidente della Banca Centrale Europea Draghi ha annunciato che potenzierà il Quantitative Easing poiché il target di inflazione del 2% rimane lontanissimo (1). Handesblatt, una delle più rinomate riviste economiche tedesche afferma che Draghi sta correndo grossi rischi con i soldi dei risparmiatori tedeschi e mette in copertina l’immagine del presidente della BCE che si accende un sigaro con una banconota da 100 euro.
I giovani dicono no alla fine di Schengen
- Scritto da Gioventù Federalista Europea
Schengen è il nome di una piccola cittadina del Lussemburgo, resa famosa dagli accordi firmati nel 1985 tra diversi governi europei, con i quali si sanciva il diritto alla libera circolazione in Europa. Quella firma avrebbe cambiato il destino di un intero continente, il nostro, e di molte generazioni, le stesse che oggi firmano quest’ appello.
I giovani di oggi sono cresciuti in un continente senza confini, in cui era possibile viaggiare, lavorare ed amare ben oltre i vecchi confini nazionali, linee ormai sbiadite sulla cartina geografica. Oggi, a causa dello stato emergenziale in cui si trova l’Unione Europea, molti governi sembrano aver trovato nella sospensione del Trattato di Schengen la soluzione alla minaccia del terrorismo e all’immane flusso migratorio proveniente dal sud del mondo.
European Council, Migration. What a true European Government would do
- Scritto da Redazione
(*) Published by Spinelli Group
Open letter to the Heads of State and Government of the European Union
Dear Heads of State and Government,Europe is facing a make or break moment. At the meeting of the European Council on March 17 you will have to take resolute decisions to prove to Member States and European citizens that resolving the migration crisis with European solutions is possible. The alternative will be a patchwork of national measures that will further aggravate the migration crisis and inflict another blow to European cohesion and integration.We urge you to support the proposals of the European Commission to roll back the re-introduction of national border controls and re-establish the full implementation of the Schengen arrangements as soon as possible, preferably before the December 2016 deadline.On the basis of the current treaties, you can decide to urgently establish a European Border and Coast Guard.










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