Le misure di austerity e la giurisprudenza “multilivello”. Verso lo scollamento tra protezione europea e protezione interna?
di Giuseppe Bronzini *
Nonostante sia pacifico che la Carta dei diritti dell’Ue si applica ad ogni atto, anche nazionale, che è il prodotto di un’azione dell’Unione e dei suoi organi, la Corte di giustizia in una serie di decisioni “pilatesche” si è sinora rifiutata di esaminare nel merito le misure nazionali di austerity. Anzi in alcune sentenze sono state giudicate “proporzionate e necessarie” le durissime misure adottate da Grecia, Portogallo, Romania.
Immigrazione, cittadinanza e governo europeo. Per una Carta europea dei diritti e dei doveri dei rifugiati e degli immigrati
di Guido Montani
In pochi mesi alcuni principi istituzionali dell’Unione Europea (EU) sono stati messi in discussione. La crisi Ucraina ha mostrato che l’UE non ha una politica estera: gli accordi di Minsk sono stati negoziati da Germania e Francia con l’Ucraina e la Russia, in assenza della responsabile europea della politica estera. Nel mese di luglio, il Ministro delle Finanze tedesco ha minato il principio dell’indissolubilità dell’Unione monetaria, proponendo l’uscita della Grecia.
Un piano europeo per arginare i cambiamenti climatici
I Governi dell’Unione europea si sono assunti pesanti responsabilità sia con iniziative dirette, sia come comprimari, sia con una accondiscendenza passiva, nel promuovere il caos e le guerre da cui promana l’attuale flusso di profughi. Ma non sembrano aver mai compreso le dimensioni reali di questo cataclisma sociale; né averne previsto le drammatiche conseguenze. Prevalevano, ieri come oggi, cinismo, ignoranza,irresponsabilità. Ma ora che la crisi li ha investiti in pieno non sanno affrontarla, non riescono a trovare soluzioni condivise e non concepiscono altro che vecchie ricette: la guerra.
La guerra agli scafisti libici – unico esito certo dell’ultimo vertice intergovenativo – è un alibi, un’infamia e un crimine. Un alibi, perché si cerca di far credere che i flussi che hanno investito l’Europa possano essere ridimensionati - e risolti - accogliendo i “profughi” (che
I rifugiati del XXI secolo: i prigionieri della speranza
di Gretel Ledo
La parola esodo proviene dal latino exodus e significa uscita. Sono stati 400 gli anni di sottomissione e schiavitù che gli ebrei hanno sofferto nell’antico Egitto. La proprietà che si esercita su una persona implica la sua disumanizzazione. La sua natura propria viene tramutata in un mero oggetto. Non esiste per quella persona la minima possibilità di poter svolgere le proprie attività quotidiane. Ogni compito assegnato dal sistema porta a determinati comportamenti. La condizione di paria sociale in cui una persona viene emarginata, oppressa e spregiata origina una grave ferita nell'essenza stessa dell'uomo.
Oltre il fiscal compact con un vero New deal europeo
Dal rigore a uno sviluppo durevole e sostenibile: l'UE può farlo.
di Mario Leone*
“Nel 2012 l'Ue aveva l'occasione di realizzare due grandi innovazioni di politica fiscale: da un lato aggiornare la specificazione delle regole nominali (60% debito/Pil e 3% deficit/Pil) prendendo atto che le ipotesi macro-economiche su cui si basavano - fatte all'inizio degli Anni Novanta - non erano più attuali; dall'altro, far evolvere rapidamente l'esperienza del primo fondo Salva-Stati verso un embrione di politica fiscale comune, con emissione di debito comune da destinare non solo alle crisi di liquidità, ma anche alla costruzione di un primo sistema di trasferimenti interni all'Unione”.










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