Si fa presto a dire esercito europeo: una riflessione di Barbara Spinelli
di Francesca Lacaita*
Nei giorni scorsi è tornata a circolare negli ambienti bruxellesi l’ipotesi di un’accelerazione verso strutture difensive comuni europee. L’occasione è stata data dall’anticipazione di un documento del Partito Popolare Europeo alla vigilia del suo congresso di Madrid, in cui si auspica una Cooperazione strutturata permanente, in particolare per istituire «un Comando medico europeo», impiegare «tecnologie per doppio uso militare/civile, come pure le navi per la sorveglianza marittima, gli aerei ed i droni» e a lungo termine «portare alla creazione di un esercito UE comune».
Democrazia europea: se non ora quando?
Ci si sono messi in cinque, i cinque Presidenti, per scrivere un testo che apra una discussione sullo stato della "governance" dell'area euro. Già la cinquina dice qualcosa, o anche molto, sullo stato istituzionale, e democratico, della UE. Il mandato a riflettere ed elaborare sullo stato dell'Unione nella parte che usa la moneta unica e' arrivato dal Consiglio e in realtà riguardava solo quattro Presidenti. Anche qui la composizione parla da sola.
La Polonia non è la Germania. I conservatori ed il lato oscuro del modello polacco
Le elezioni parlamentari polacche hanno decretato la vittoria dei conservatori di Diritto e Giustizia: possono rivelarsi un passaggio fondamentale non solo per la Polonia.
Fino al 2007 le maggioranze a Varsavia sono state debolissime, le legislature sono durate poco ed il Presidente della Repubblica è stato spesso ingombrante. Si pensi a Lech Walesa che affermava di dover continuamente irrompere nel campo del governo perché un paese è come un tavolo che per stare in piedi ha bisogno di una buona gamba destra e di una buona gamba sinistra, mentre nella Polonia degli anni novanta entrambe le gambe erano debolissime. Dal 2007 la stessa coalizione ha governato senza interruzioni; oggi il governo sarà formato senza alleanze postelettorali.
Caro Lafontaine, hai sbagliato indirizzo
di Gabriele Pastrello* (pubblicato su "Il Manifesto" del 17 ottobre 2015 "Lafontaine e i veri nemici dell'Europa"Lafontaine e i veri nemici dell'Europa")
Sorpresa e preoccupazione sono le sensazioni suscitate dalla lettura della lettera che Oskar Lafontaine ha indirizzato alla sinistra italiana attraverso le pagine del Manifesto (mercoledì, 14 ottobre). Perché è sicuramente vero che l’esito della trattativa dell’Eurogruppo con la Grecia ha cambiato il giudizio sulle prospettive di forzare la camicia di forza dell’austerità da parte di un governo di sinistra in un paese europeo. Ma è l’indirizzo dell’attacco che mi sembra sbagliato: non Francoforte, ma Berlino.
Uno schema comune europeo contro la disoccupazione
di Salvatore Sinagra*
Il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan ha affermato che il governo italiano sosterrà la proposta di un meccanismo di assicurazione contro la disoccupazione nell’area euro. Questo riporta James Politi in un articolo pubblicato sul Financial Times (1).










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