Elezioni francesi: la paura della paura
di Matteo Valtancoli
Non c'è timore maggiore della paura; se c’è una cosa che la storia ci insegna è che nei momenti di grande tensione nei sistemi democratici le scelte elettorali si radicalizzano.
Il più importante fenomeno che possiamo ricordare nella storia moderna è la salita al potere del nazismo nella Germania degli anni '30 vessata dei debiti di guerra con la Francia e aiutata dagli Stati Uniti fino alla crisi del ’29. Hitler alla fine degli anni ’20 era già arrivato al termine della sua storia politica e se non vi fosse stato il crollo economico del paese conseguente alla cessazione degli aiuti non sarebbe mai salito al potere; anche in quell’occasione la gente era impaurita, non dallo straniero, ma dalla difficoltà di mettere in insieme il pranzo con la cena.
Le nuove sfide dell'integrazione europea: il caso della Catalogna
di Paolo Acunzo
Il processo d'integrazione europeo per come l'abbiamo conosciuto fino ad oggi non pare piu in grado di rispondere efficacemente alle varie sollecitazioni in corso: Le questioni della sicurezza e quelle ambientali, la crisi economica o il fenomeno dell'immigrazione. Oggi l'Europa deve essere ripensato in profondità insieme allo stesso concetto di sovranità nazionale. In questo contesto si è in presenza di un altro fenomeno a cui bisogna prestare attenzione: quello dei movimenti indipendentisti che fanno dello sbocco diretto all'integrazione europea il naturale fine della loro azione.
La vittoria del Fronte nazionale è l’ultimo risultato dell’impotenza dell’Europa intergovernativa
di Franco Praussello
Tutti sanno che se Marine Le Pen dovesse vincere le elezioni presidenziali del 2017, l’Europa come l’abbiamo conosciuta in oltre sessant’anni di integrazione riceverebbe un colpo mortale. L’uscita della Francia dalla zona euro e il ritorno alla piena sovranità nazionale darebbe il colpo di grazia alla lunga avventura comunitaria e l’orologio della storia in Europa ritornerebbe indietro agli anni Trenta del secolo scorso.
Terrorismo e disparità. E’ l’economia che muove il mondo (nella direzione sbagliata)
di Salvatore Sinagra
Di recente Danilo Taino, editorialista del Corriere della Sera, ha attaccato Thomas Piketty, autore del fortunato libro il Capitale nel XXI secolo, tacciandolo di terzomondismo(1). L’economista francese ha provato a dare una spiegazione economica all’escalation del terrorismo islamico, puntando il dito contro le disuguaglianze. Pochi giorni dopo la polemica Papa Francesco dall’Africa ha nella sostanza detto le stesse cose di Piketty.
L'Europa persa a Idomeni
La redazione di Europa in movimento pubblica una traduzione della cronaca in diretta di quello che sta succedendo ad Idomeni, sulla frontiera greco-macedone, dove la Macedonia (e l'Europa) ha chiuso le porte della rotta balcanica. Un morto, feriti, manifestazioni, scontri, freddo, paura - e per fortuna anche testimonianze e solidarietà. La cronaca è fatta dagli attivisti del Moving Europe Bus che sono ad Idomeni dal 22 novembre. Notizie in diretta potete seguirle anche sulla pagina Facebook: Forgotten in Idomeni.
A tal proposito rilanciamo l'appello No ai muri, apriamo le porte dell'Europa (leggi il testo) per promuovere, intorno al 18 dicembre, iniziative, eventi, manifestazioni, azioni in tutta Europa con il messaggio #stateofsolidarity a cui aggiungiamo come blog #FedEu4Migration. Nei prossimi giorni sarà disponibile una pagina web dove poter inserire tutte le iniziative che si intendono organizzare per partecipare a questa giornata comune per la pace, la democrazia e i diritti, e per aprire le porte in Europa. In Slovenia la manifestazione sarà il 10 dicembre, in Croazia il 18 dicembre ci sarà una giornata di azione diffusa, e a Berlino si sta organizzando una manifestazione.










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