Il passo veloce dell'Europa possibile e le ambiguità di Angela Merkel
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Dopo le dichiarazioni di Frau Merkel al Vertice europeo informale alla Valletta riguardo la necessità di assicurare più velocità di integrazione, è iniziato un proficuo dibattito su che cosa questo significhi davvero per la Ue e per l'Italia in particolare e se questo, a poche settimane dalla celebrazione del 60° anniversario della firma dei Trattati di Roma, costituisca un cambio di rotta promettente.
La prima cosa da fare è intendersi sulle parole. La signora Merkel infatti ha detto: "Abbiamo imparato dalla storia degli ultimi anni che ci potrebbe essere un'Europa a differenti velocità e che non tutti parteciperanno ai vari passi dell'integrazione europea". Considerando che, dopo il referendum sulla Brexit, la prima priorità dei tedeschi (governo e gran parte dell'opposizione pro-europea inclusa) era di tenere tutti insieme ed evitare altre defezioni, questo può parere un cambio di linea notevole. Ma è davvero così? E questa linea è davvero così positiva come molti sembrano pensare?
Trump è già tra noi
Trump è già tra noi. L’accordo che il Governo italiano ha siglato con la Libia per trattenere là, schiavizzati, rapinati, massacrati e stuprate, profughe e profughi che vorrebbero raggiungere l’Italia è sicuramente peggio del muro che Trump ha promesso di costruire a spese del Messico. Non solo.
L’elezione e le prime mosse di Trump hanno anche accelerato lo smottamento di una parte consistente della cosiddetta sinistra verso il “sovranismo”: uscire dall’euro, uscire dall’Unione Europea, battere moneta nazionale, svalutare per recuperare competitività, innalzare barriere doganali, richiamare in “patria” le produzioni delocalizzate, rilanciare così la “crescita”.
L’Europa a 2 velocità è l’opposto di quello che serve
L’idea dell’Europa a due velocità improvvisamente tirata fuori dal governo e in particolar dal ministro Gentiloni è il tentativo di agganciare una narrazione abdicando al ruolo fondamentale e storico di questo paese di costruire strategie per l’Europa. Peccato che questa narrazione sia tossica per noi.
L’Europa a due velocità in questo momento non esiste, esiste un’Europa a MOLTE velocità, infatti non tutti i paesi partecipano alla totalità delle iniziative europee: esistono la zona euro ma anche una zona Schengen, fatte da diversi paesi ed altre iniziative a cui partecipano ancora altri paesi.
L’Europa quindi viaggia già su molti cerchi concentrici e la strategia di integrazione ha sempre cercato di procedere con binari molto chiari: si possono fare dei salti in avanti (per questo è stata creata anche una modalità codificata, ovvero le Cooperazioni rafforzate) mentre si cerca di integrare nelle politiche comuni i paesi che ancora non ne fanno parte.
Il sonno della ragione e il ritorno delle forze nazionaliste
Questi ultimi giorni sono stati emblematici per il nostro futuro.
In Italia abbiamo assistito al tentativo da parte delle nuove forze nazionaliste e reazionarie di riappropriarsi delle piazze. Contemporaneamente, negli Stati Uniti, il gravissimo gesto politico del Presidente appena entrato in carica, ci ricorda i tempi bui del Novecento.
Trump ha infatti impedito il rinnovo del visto a chi lo aveva richiesto regolarmente e ha bloccato l’accesso agli Stati Uniti ad alcune persone solo sulla base della loro nazionalità e confessione religiosa.
Al di là di ogni pessimistica previsione, stiamo vivendo un triste preludio di quello che potrà accadere nei prossimi mesi se non reagiamo subito.
I partiti europei e il sonno della ragione
I cittadini europei sono assillati da un dibattito politico confuso, spesso volgare e violento. Le più elementari regole della convivenza civile sono derise e violate dai leader politici, cioè proprio da chi ha la responsabilità primaria di difenderle. La crisi delle ideologie di cui si parlava nel secolo scorso sembra ora un dato di fatto. Le grandi ideologie politiche – il liberalismo, la democrazia e il socialismo – offrivano un orizzonte culturale in cui alla fine di un percorso di lotte difficili, dalla propria nazione al mondo, si poteva intravvedere una società cosmopolitica, capace di rendere effettivi i valori fondamentali della libertà, dell’eguaglianza e della giustizia sociale. Molti erano disposti a sacrificare il loro tempo, i loro interessi e, in casi estremi, la loro vita per una battaglia che valeva la pena di combattere.










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