Dalle Comunità locali all’Unione Europea, nel segno della pace
Articolo 11 della Costituzione italiana: l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Caratterizzano questo principio fondante della nostra Repubblica due concetti di democrazia: da una parte la pace come rifiuto della guerra, come strumento offensivo (ma non come strumento difensivo) e dall’altra la “limitazione” della sovranità nazionale in favore di ordinamenti sovraordinati e la promozione di entità supernazionali, che garantiscano la realizzazione della pace.
Dalla Brexit al Pulse of Europe
Giorgio Napolitano, in un recente articolo, scrive << si può dire che l’astuzia della storia ha fatto sì che il grave colpo ricevuto con la Brexit si stia risolvendo in nuove chance di rafforzamento e rinnovamento dell’integrazione e unità europea >>. Se diversi segnali di quest’ultimo anno, rientranti tra quelli di tipo più istituzionali/elettorali paiono confermare pienamente questa sua riflessione condivisa, del resto, anche da molti altri autorevoli osservatori, meno analizzata ancora, ad oggi , appare la ripercussione che questo passaggio storico pare aver avuto anche sul fronte dei movimenti civici pro-europei.
L’onda europea e lo scoglio italo-tedesco
La vittoria di Macron nelle presidenziali francesi rappresenta una netta svolta politica del processo di unificazione europea. Dopo anni di crisi economica grave e di montante nazionalismo, finalmente le forze favorevoli a un’unione politica europea mostrano un sussulto di orgoglio. Macron ha vinto sconfiggendo la nazionalista Le Pen con un programma politico che si propone di rinnovare la Francia insieme a una rifondazione dell’Unione europea. I partiti tradizionali francesi, destra e sinistra, hanno dovuto lasciare il campo libero al confronto Macron-Le Pen. L’europeismo dei vecchi partiti, non solo quelli francesi, non è più una risposta alle sfide attuali.
La Francia ha scelto l'Europa: ora bisogna rifondarla
Se fossi francese voterei Macron per il futuro dell’Europa
Nonostante le previsioni e i sondaggi diano in netto vantaggio Emmanuel Macron il risultato del secondo turno delle presidenziali francesi non è per nulla scontato.
Le recenti elezioni statunitensi che hanno visto prevalere Donald Trump dovrebbero insegnarci qualcosa. Anche negli Usa i media erano schierati a grande maggioranza con Hillary Clinton, il candidato dell’establishment. Trump, il candidato dell’anti-establishment (anche se solo a parole), ha raccolto voti nella provincia americana e nell’elettorato con una bassa scolarizzazione e con lavori intermittenti. Mentre il voto delle metropoli e dei laureati è andato alla Clinton.










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