Tutti contro i migranti
Alla fine Giuseppe Conte ha trovato d’accordo tutti. A spese dell’Italia. E, ovviamente, dei profughi. Il documento finale del vertice di Bruxelles è praticamente vuoto, ma mette in chiaro che le differenze in seno all’Unione europea non sono poi così profonde, anche se tra non molto la porteranno allo sfascio. Destre e sinistre sono infatti unite dall’assunto che il nemico dell’Europa, quello da cui dobbiamo difenderci e contro cui occorre erigere barriere sempre più alte, sono i profughi: gli esseri più miseri e disgraziati della Terra. Ma le unisce anche il fatto che Salvini, sul sentiero già tracciato da Minniti - benché con toni decisamente meno educati - sta lavorando, e continuerà a lavorare, “per il bene” di tutti gli Stati membri.
E' venuto il momento della disobbedienza civile
Poche ore dopo le conclusioni del Consiglio europeo del 28-29 giugno che ha sancito, fra l’altro, l’affidamento alla sola Guardia Costiera libica delle operazioni di salvataggio dei profughi che partono dalla Libia aggiungendo l’obbligo per le navi europee di non ostacolare l’azione dei libici, una imbarcazione è affondata provocando almeno un centinaio di vittime.
Quegli esseri umani avrebbero potuto essere salvati se alla nave della ONG spagnola Open Arms le autorità maltesi non avessero rifiutato il carburante, costringendola a restare in porto, in ossequio alla linea - adottata dai governi italiano e maltese - di rifiuto di avallare operazioni di soccorso da parte di mezzi che non siano quelli inviati dalla Libia.
Elezioni in Ungheria: la vittoria schiacciante di Viktor Orban
Si sono svolte domenica 8 aprile le elezioni generali in Ungheria. 199 i seggi da assegnare: 106 con il sistema uninominale e 93 con il proporzionale, con soglia di sbarramento al 5% per i singoli partiti e al 10% per le coalizioni di 2 partiti.
Le elezioni, come si vede dalla tabella, sono state vinte in maniera schiacciante dalla coalizione FIDESZ-CDNP del premier Viktor Orban, che si conferma premier per la terza volta consecutiva. Dal 2010 l’Ungheria è governata con una solida maggioranza dal partito FIDESZ, alleato con i cattolici conservatori del CDNP, che, benché aderente al Partito Popolare Europeo, è stato condotto dal suo leader e primo ministro Viktor Orban su posizioni decisamente euroscettiche e addirittura autoritarie in politica interna (magistratura e banca centrale soggette al controllo politico, limiti alla libertà di stampa), tanto che la Commissione europea a più riprese ha stigmatizzato i provvedimenti del governo ungherese fino ad intraprendere una procedura di infrazione.
L’Italia al bivio tra federalismo e nazionalismo. Il tema Europa nei programmi elettorali
Il voto del 4 marzo ha una importanza che travalica i confini italiani. Votiamo per il Parlamento italiano ma con un occhio all’Europa. Sappiamo benissimo che dopo le elezioni francesi, che hanno visto la vittoria di Macron contro la Le Pen giocata tutta sulla scommessa europea, e dopo le elezioni in Germania, con la proposta di una Grosse Koalition con un programma che ha al primo punto l’Europa, ora tocca all’Italia, uno dei paesi fondatori della Comunità Europea, affermare o meno la volontà partecipare a pieno titolo al rilancio di un’Europa federale con un governo democratico controllato dal Parlamento che sia in grado di governare la globalizzazione e non subirne le conseguenze.
Queste elezioni hanno alcune caratteristiche peculiari: non abbiamo assistito a dibattiti incrociati tra i leader delle varie forze politiche; gli spazi dei cartelloni elettorali presentano ampie aree vuote; ed infine l’Europa non è entrata nel dibattito in modo netto come in Francia ma resta un discrimine per l’azione politica anche se non per tutti.
Patto per l’Italia nell’Unione europea
Decalogo(*) per un’Europa unita, solidale e democratica, strumento di pace in un mondo globalizzato
1. assicurare lo “stato di diritto”: la supremazia della legge, il diritto di avere diritti, la non-discriminazione, la separazione dei poteri, le sanzioni contro l’abuso di poteri – per completare lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia nel rispetto dei diritti fondamentali e dei principi democratici,
2. salvaguardare e valorizzare le diversità culturali partendo dalle città e dalle regioni, nel quadro dell’identità multilivello che caratterizza il modello europeo, perché è a livello locale che si crea la coesione e l’integrazione o si fallisce,










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