Europa
- Scritto da Guido Viale
di Guido Viale *
In coincidenza con le più recenti stragi di profughi – di sicuro non le ultime – la decisione di Angela Merkel di sospendere unilateralmente la convenzione di Dublino sui richiedenti asilo e di accogliere in Germania tutti i profughi siriani senza rispedirli nel paese del loro ingresso nell’Unione Europea (Grecia, Italia e Ungheria) rappresenta un punto di svolta nel modo di rapportarsi al problema; ma presenta anche molte ambiguità, cosa che la Stampa mainstream si è guardata dal rilevare. Innanzitutto è una decisione unilaterale con la quale Angela Merkel ribadisce che in Europa “comanda lei”, senza bisogno di accordi con Commissione, Consiglio o Parlamento europeo; gli altri Stati membri, se vogliono, possono adeguarsi.
- Scritto da Pietro Scartezzini
di Pietro Scartezzini
Ancora oggi un nutrito gruppo di minoranze e popolazioni indigene presenti in tutto il pianeta sono a rischio a causa degli egoismi dei governi nazionali, nonostante la crescita dei meccanismi di protezione internazionale a seguito della prima e soprattutto della seconda guerra mondiale.
Uno dei casi recenti più eclatanti è sicuramente quello riguardante il conflitto russo-ucraino.
- Scritto da Mario Leone
di Mario Leone*
Un muro di filo spinato, dall'Ungheria del nazionalista Viktor Orbán, che lancia una campagna per “scoraggiare” gli ingressi illegali dai Balcani. Proteste di piazza e scontri politici per l'emergenza immigrazione moltiplicano le linee di frattura in Europa. David Cameron, premier britannico, dagli «sciami che attraversano il mare» ribatte ancora: «Fermeremo le irruzioni». In Slovacchia in migliaia in piazza contro la decisione del governo socialdemocratico di accettare profughi da Grecia e Italia secondo le ricollocazioni previste dall'Agenda Immigrazione. La Polonia vuole accogliere mille-duemila rifugiati, 50 famiglie siriane sono arrivate a luglio, ma con le frange più conservatrici che vogliono aprire solo ai cristiani (1).
- Scritto da Paolo Ponzano
di Paolo Ponzano*
1. Premessa
L’integrazione differenziata (o integrazione flessibile, secondo un’altra definizione) nell’ambito dell’Unione europea costituisce una realtà giuridica e politica fin dagli inizi della costruzione europea, anche se la sua applicazione è divenuta molto più importante a partire dai Trattati di Maastricht e di Amsterdam. Il Trattato di Roma prevedeva in effetti già che il diritto europeo si applicasse a certi territori e non ad altri, che alcuni Stati membri potessero mantenere in vigore regimi speciali (si pensi ad esempio ai Paesi del Benelux) e che alcuni Stati membri fossero autorizzati dalla Commissione a mantenere in vita, a certe condizioni e a titolo temporaneo, delle misure nazionali2. In seguito, gli atti di diritto derivato hanno previsto numerose deroghe a favore degli Stati membri in grado di giustificare l’esistenza di situazioni geografiche, economiche o sociali che impedissero loro di applicare integralmente le disposizioni del diritto comunitario.
- Scritto da Guido Viale
di Guido Viale*
22 agosto 2015
Profughi e migranti sono due categorie di persone che oggi distingue solo chi vorrebbe ributtarne in mare almeno la metà: fanno la stessa strada, salgono sulle stesse imbarcazioni che sanno già destinate ad affondare, hanno attraversato gli stessi deserti, si sono sottratte alle stesse minacce: morte, miseria, fame, schiavitù sapendo bene che con quel viaggio, che spesso dura anche diversi anni, avrebbero continuato a rischiare la vitae la loro integrità.














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