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Europa in Movimento

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Europa

Umberto Eco (fonte www.glistatigenerali.com)

“Davanti alla crisi del debito europeo – dice Umberto Eco - io parlo da persona che non capisce nulla di economia, dobbiamo ricordarci che solo la cultura, oltre la guerra, lega la nostra identità. Per secoli francesi, italiani, tedeschi, spagnoli e inglesi si sono sparati a vista. Siamo in pace da meno di 70 anni e nessuno si ricorda più di questo capolavoro: che pensare a un conflitto Spagna-Francia, o Italia-Germania, oggi suscita ilarità. Gli Stati Uniti hanno avuto bisogno della guerra civile per unirsi davvero. Spero che a noi bastino cultura e mercato”.(1)

Tavolo della trattativa sul mantenimento della Gran Bretagna nell'Unione Europea

L'accordo intervenuto il 19 Febbraio scorso in seno al Consiglio europeo al fine di evitare l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea deve essere considerato come una "foglia di fico" per permettere a Cameron di fare campagna contro il Brexit oppure rappresenta un regresso del progetto europeo? Gli analisti del processo di integrazione europea hanno interpretato l'accordo in modo diverso, a seconda delle loro preferenze per l'uscita o meno del Regno Unito dall'Unione europea.

Maastricht 1992

Sunto dell'articolo a cura della redazione.

Davanti alla volontà di ricostruire i muri del passato e alla minaccia di una Brexit, il governo italiano ha presentato alcune proposte di riforma dell’Unione economica e monetaria con lo scopo di aprire un dibattito sul futuro dell’Unione. Tra gli obiettivi: il sostegno ad una politica degli investimenti, finanziata con l’emissione di eurobonds o Union bonds, e la creazione di uno European Fiscal Board (EFB) che dovrebbe diventare un organo consultivo del futuro Ministro delle Finanze dell’Unione monetaria, responsabile nei confronti del Parlamento europeo e con un bilancio adeguato. La questione cruciale, che invece va affrontata, è la riforma della politica fiscale europea necessaria per finanziare il bilancio europeo con risorse proprie.

Bandiera dell'Unione Europea

In questo frangente drammatico della storia europea, ci dobbiamo porre il problema di come risalire da questo abisso in cui siamo precipitati. Dobbiamo trovare nuovi percorsi per tornare a rivedere la luce della politica, della cultura, dell'economia ma sopratutto dell'anima.

Abbiamo perso l'anima, la voglia di progettare il nostro futuro. Ci siamo seduti sul nostro benessere e abbiamo iniziato a scartare le persone che non riuscivano a stare al passo imposto da ideologie omnicomprensive. Dopodiché abbiamo rifiutato le proposte e le idee alternative all’ideologia dominante. Alla fine è rimasto il nulla, il vuoto totale, ma impacchettato così bene che ci è parso talmente pieno di cose da volerlo a tutti i costi. Abbiamo eletto classi dirigenti degne di questo nulla che ci hanno trascinato, con la nostra colpevole ignavia e ipocrisia, in questo abisso.

De Gaulle e Hollande

La Francia è croce e delizia dell’integrazione europea. I francesi Jean Monnet e Robert Schuman furono i padri delle prime istituzioni europee nel secondo dopoguerra; il ministro della difesa francese René Pleven fu il primo politico europeo a proporre un’integrazione politica quando presentò un piano per l’integrazione della difesa europea nei primi anni cinquanta; infine il presidente francese François Mitterrand fu il padre dell’Unione così come la consociamo.

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