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Europa in Movimento

| Verso un'Europa federale e solidale

Europa

In occasione del vertice del Consiglio europeo con la Turchia sull’immigrazione che si tiene il 7 marzo a Bruxelles, la Gioventù Federalista Europea desidera esprimere la massima preoccupazione per la drammatica situazione politica che i cittadini europei stanno vivendo.

Il Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, nella sua relazione del 24 Febbraio al Parlamento europeo sulle decisioni prese dal Consiglio, ha affermato che probabilmente alcuni Stati non riusciranno a sostenere da soli il ripristino dell’impianto di Schengen, ma che ci sarà l’Europa a sostenerli. Noi ci chiediamo quale Europa. Un’Europa che ha un budget pari a meno dell’1% del PIL dei suoi Stati membri? Un’Europa a 28, profondamente divisa e incapace di una qualsiasi forma di solidarietà che sta tornando preda delle fobie del Secolo scorso tra egoismi nazionali e xenofobia?

Credit: Crown Copyright Photo: Arron Hoare. CC BY-NC-ND 2.0

(*) È giunta l’ora di trovare il filo che lega i vari disastri dell’Unione europea: i rifugiati in primis, e l’austerità, lo sfaldarsi delle Costituzioni nei Paesi membri, l’Europa più ristretta e meno democratica che potrebbe nascere dopo l’accordo con Londra.

L’Europa già si è sfaldata nel 2013-2014, come progetto solidale fondato sui diritti, durante la crisi del debito greco. Un Paese membro è stato lasciato solo e senza protezioni, perché passassero riforme di austerità che si erano già mostrate fallimentari non solo nell’Europa ma nel mondo (penso ai programmi di ristrutturazione del Fondo monetario degli anni ’80 in Africa, Asia e America Latina). Il governo Tsipras su cui si erano appuntate molte speranze della sinistra europea non è stato capace di insistere, e si è piegato a un memorandum ancora più duro dei precedenti.

Verità per Giulio Regeni

La morte del ricercatore Giulio Regeni colpisce per la sua atrocità e preoccupa perché si inserisce in un drammatico trend di compressione della libertà.
Quando nel 2013 Al Sisi ed i suoi sostenitori ribaltarono Mohamed Morsi i governi occidentali videro nella giunta militare un valido argine al fondamentalismo islamico. Fu occidentalizzata la dottrina del ministro degli esteri di Berlusconi Franco Frattini: l’alternativa migliore per il mondo arabo è costituita da dittatori come Gheddafi e la pretesa di esportare i valori occidentali è velleitaria e pericolosa(1).

World Press Photo 2016

Sappiamo bene quanto i simboli siano importanti nelle dinamiche della politica di questi tempi. Importanti perché ci aiutano a non perdere di vista valori comuni, memoria e, soprattutto, impegno. Così è stato ed è anche per la data del primo marzo, dal 2010, la giornata che rappresenta un momento di riflessione e impegno contro le discriminazioni e lo sfruttamento nei confronti dei migranti. È questa la data del primo “sciopero dei migranti”, non uno sciopero di categoria ma lo sciopero di quelli che chiamammo “invisibili” all’opinione pubblica ma determinanti per l’apporto economico e lavorativo.

World Press Photo 2016, Refugees in Lesbo, by Sergey Ponomarev

di Etienne Balibar (dal Manifesto, 28 febbraio 2016).

Migranti. La Francia sta di fatto sabotando le aperture della Merkel insieme alle destre, tradendo la sua storia di terra d’asilo

In un drammatico editoriale, il grande quotidiano francese Le Monde ha annunciato «la morte clinica dell’Europa», incapace di far fronte collettivamente alla crisi dei rifugiati. «Gli storici dateranno certamente con questa questione l’inizio della decomposizione dell’Europa». Purtroppo non c’è bisogno di attendere il giudizio degli storici. Il fatto è già in atto. E le conseguenze saranno disastrose. Non soltanto per il «progetto europeo» o per l’Unione europea come istituzione, ma per i popoli che la compongono e per ognuno di noi, come individuo e come cittadino.

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