Europa
- Scritto da Salvatore Sinagra
Il presidente della Banca Centrale Europea Draghi ha annunciato che potenzierà il Quantitative Easing poiché il target di inflazione del 2% rimane lontanissimo (1). Handesblatt, una delle più rinomate riviste economiche tedesche afferma che Draghi sta correndo grossi rischi con i soldi dei risparmiatori tedeschi e mette in copertina l’immagine del presidente della BCE che si accende un sigaro con una banconota da 100 euro.
- Scritto da Guido Viale
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Per anni l’Eurobarometro ha indicato negli italiani uno dei popoli più “europeisti” e favorevoli all’ulteriore integrazione dell’Unione. Ma diverse indagini mostravano anche che gli italiani sono tra i meno informati sulle istituzioni e le politiche dell'UE. E’ una caratteristica della vita politica italiana: meno se ne sa e più ci si appassiona.Questo fenomeno ha toccato il grottesco nelle risposte date a una recente indagine pubblicata dal quotidiano Repubblica sull’atteggiamento verso il trattato di Schengen in quattro paesi europei. Ora, con una completa inversione di marcia, i più favorevoli al ritorno ai confini nazionali (e i più contrari all’UE) risulterebbero di gran lunga gli italiani. Un risultato in parte dovuto al modo bislacco in cui sono state poste le domande: nessuno ha spiegato agli intervistati che l’abolizione di Schengen avrebbe effetti tra loro molto diversi: per gli altri paesi europei sarebbe la soluzione “ideale” per tenere i profughi lontani dai loro territori; per noi significherebbe farsi carico di tutti gli arrivi, senza la possibilità di condividerne l’onere con il resto dell’Europa.
- Scritto da Francesco Ristori Monaco
Solo pochi giorni fa, il 4 marzo, il Ministro della Giustizia del Governo di Varsavia ha assunto anche il ruolo di procuratore generale dello Stato, secondo un modello del passato che però risulta palesemente incostituzionale alla luce dell’Art. 10 della Costituzione polacca che codifica chiaramente la separazione dei poteri. Una novità che si è andata ad aggiungere alle intercettazioni telefoniche (e internet) arbitrarie legalizzate dal 7 febbraio, alla riforma della televisione che, nel mese di gennaio ha messo in discussione la libertà di informazione, e ad una situazione molto difficile per quanto attiene il Tribunale Costituzionale.
- Scritto da Mario Leone
Davanti al vecchio tormentone tedesco, a quel «nein» (zu allem) di Jens Weidmann, governatore della banca nazionale (calmierato dalla sagacia politica – silente, consenziente – della Merkel) Mario Draghi ha superato un nuovo esame.
L’Europa è lontana dalla quota “salvezza” (permettetemi un eufemismo calcistico). I problemi economici alla finestra sono evidenti, dalla stagnazione, alla deflazione, al rischio di un nuovo trend di disoccupazione, ai debiti pubblici nazionali inossidabili. A questo vanno ad aggiungersi gli allarmi direi più che sociali, visto che ne influenzano l’andamento e spesso le richieste di aiuti più o meno psicologici, come il referendum sulla permanenza della Gran Bretagna nella UE e la catastrofe umanitaria dei migranti.
- Scritto da Mario Leone
“Erdogan alza il prezzo, l’Europa si divide ma sostanzialmente abbozza. Perché non ha alternative. Ha bisogno della Turchia per mimetizzare la sua assoluta incapacità di governare la crisi: deve quindi esportarla nella speranza di risolverla al più presto, perché ogni giorno che passa senza una soluzione credibile erode la tenuta dei Governi europei.” Sono le parole usate da Adriana Cerretelli sul Sole 24 ore di oggi.
Le notizie che vengono dal vertice UE di Bruxelles sono stupefacenti. Il ricatto è in corso. Sappiamo della contropartita “tecnica” ai 3, pardon, 6 miliardi di euro richiesti dal Governo turco fino al 2018 per arginare la crisi del “malgoverno” o meglio del “nongoverno” della UE: la Turchia sarebbe pronta a “riprendersi” dalla Grecia non solo i migranti economici ma anche i potenziali rifugiati, mentre per quanto riguarda i siriani (in fuga dalla guerra civile) sarebbe pronto una specie di “scambio alla pari” (i siriani arrivati in Grecia verrebbero rimandati in Turchia, mentre quelli già in Turchia verrebbero ricollocati in Europa).














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