Europa
- Scritto da Paolo Sinigaglia
L’idea dell’Europa a due velocità improvvisamente tirata fuori dal governo e in particolar dal ministro Gentiloni è il tentativo di agganciare una narrazione abdicando al ruolo fondamentale e storico di questo paese di costruire strategie per l’Europa. Peccato che questa narrazione sia tossica per noi.
L’Europa a due velocità in questo momento non esiste, esiste un’Europa a MOLTE velocità, infatti non tutti i paesi partecipano alla totalità delle iniziative europee: esistono la zona euro ma anche una zona Schengen, fatte da diversi paesi ed altre iniziative a cui partecipano ancora altri paesi.
L’Europa quindi viaggia già su molti cerchi concentrici e la strategia di integrazione ha sempre cercato di procedere con binari molto chiari: si possono fare dei salti in avanti (per questo è stata creata anche una modalità codificata, ovvero le Cooperazioni rafforzate) mentre si cerca di integrare nelle politiche comuni i paesi che ancora non ne fanno parte.
- Scritto da Gioventù Federalista Europea
Questi ultimi giorni sono stati emblematici per il nostro futuro.
In Italia abbiamo assistito al tentativo da parte delle nuove forze nazionaliste e reazionarie di riappropriarsi delle piazze. Contemporaneamente, negli Stati Uniti, il gravissimo gesto politico del Presidente appena entrato in carica, ci ricorda i tempi bui del Novecento.
Trump ha infatti impedito il rinnovo del visto a chi lo aveva richiesto regolarmente e ha bloccato l’accesso agli Stati Uniti ad alcune persone solo sulla base della loro nazionalità e confessione religiosa.
Al di là di ogni pessimistica previsione, stiamo vivendo un triste preludio di quello che potrà accadere nei prossimi mesi se non reagiamo subito.
- Scritto da Guido Montani
I cittadini europei sono assillati da un dibattito politico confuso, spesso volgare e violento. Le più elementari regole della convivenza civile sono derise e violate dai leader politici, cioè proprio da chi ha la responsabilità primaria di difenderle. La crisi delle ideologie di cui si parlava nel secolo scorso sembra ora un dato di fatto. Le grandi ideologie politiche – il liberalismo, la democrazia e il socialismo – offrivano un orizzonte culturale in cui alla fine di un percorso di lotte difficili, dalla propria nazione al mondo, si poteva intravvedere una società cosmopolitica, capace di rendere effettivi i valori fondamentali della libertà, dell’eguaglianza e della giustizia sociale. Molti erano disposti a sacrificare il loro tempo, i loro interessi e, in casi estremi, la loro vita per una battaglia che valeva la pena di combattere.
- Scritto da Piero Graglia
ANTEFATTO. Domenica 15 gennaio ho partecipato all'iniziativa, organizzata dai Pettirossi Lombardia, "Eutopia. La Sinistra tra Unione Europea e sovranità nazionale". Si trattava di un incontro al quale ero stato invitato, tardando a rispondere, e per la partecipazione al quale poi avevo insistito con l'ottima organizzatrice, Rosa Fioravante. Il tema che dovevo affrontare, insieme a Somma e D'Angelillo, era sulla compatibilità tra diritti costituzionali e trattati europei, e mi era stato chiesto di fare un'introduzione di tipo storico - non essendo io un giurista strictu sensu. Compito che avevo preso con piacere, presentando, dal mio punto di vista, la necessità che la sinistra, rimasta per lungo tempo indifferente al processo di integrazione economica, dovesse adesso affrontare una battaglia per la definizione, a livello superiore, europeo, di diritti e tutele già protetti dalle carte costituzionali nazionali. Il risultato è stato un ascolto attento, non scevro da qualche isolata e subito rientrata contestazione, ma soprattutto è stato l'emergere di posizioni che mi erano in gran parte ignote: una parte della sinistra "sinistra" disconosce l'Europa come campo di azione politica e preferisce tornare al tranquillizzante alveo nazionale. Con esiti che, secondo me, potrebbero essere deleteri.
- Scritto da Guido Montani
Le forze del nazional-populismo stanno assediando i partiti di centro-destra e centro-sinistra che hanno guidato i paesi dell’Unione europea sin dalla sua fondazione. I governi europei non riescono più ad arginare l’assalto. Nel 2017 tutti aspettano con preoccupazione i risultati elettorali di Olanda, Francia, Germania e Italia per fare qualche cosa, ma nessuno dice cosa succederà alla fine dell’estenuante attesa. L’Unione europea è bloccata.















Europa in Movimento | Developed by