Europa
- Scritto da Guido Montani
La vittoria di Macron nelle presidenziali francesi rappresenta una netta svolta politica del processo di unificazione europea. Dopo anni di crisi economica grave e di montante nazionalismo, finalmente le forze favorevoli a un’unione politica europea mostrano un sussulto di orgoglio. Macron ha vinto sconfiggendo la nazionalista Le Pen con un programma politico che si propone di rinnovare la Francia insieme a una rifondazione dell’Unione europea. I partiti tradizionali francesi, destra e sinistra, hanno dovuto lasciare il campo libero al confronto Macron-Le Pen. L’europeismo dei vecchi partiti, non solo quelli francesi, non è più una risposta alle sfide attuali.
- Scritto da Nicola Vallinoto
- Scritto da Nicola Vallinoto
Nonostante le previsioni e i sondaggi diano in netto vantaggio Emmanuel Macron il risultato del secondo turno delle presidenziali francesi non è per nulla scontato.
Le recenti elezioni statunitensi che hanno visto prevalere Donald Trump dovrebbero insegnarci qualcosa. Anche negli Usa i media erano schierati a grande maggioranza con Hillary Clinton, il candidato dell’establishment. Trump, il candidato dell’anti-establishment (anche se solo a parole), ha raccolto voti nella provincia americana e nell’elettorato con una bassa scolarizzazione e con lavori intermittenti. Mentre il voto delle metropoli e dei laureati è andato alla Clinton.
- Scritto da Nikos Pappas
(*) Se l’Europa continua in questa direzione saranno accentuate le impasse, le diseguaglianze e l’euroscetticismo. Allo stesso tempo, lo spostamento verso l'estrema destra è una minaccia reale. E se così fosse, quale soluzione dovrebbero proporre le forze di sinistra e progressiste? Quali politiche e priorità possono rifondare il grande esperimento storico dell'Europa unita e rivitalizzare la fiducia dei popoli europei verso il progetto europeo ? La risposta a questa fondamentale domanda richiede coraggio politico e lucidità strategica. È necessario individuare quale tipo di Europa vogliamo come cittadini che hanno sempre saputo (o anche scoperto ultimamente) che la “mano invisibile del mercato” non è in grado di produrre le migliori soluzioni sociali ed economiche.
- Scritto da Barbara Spinelli
L’8 aprile il centro studi Piero Calamandrei di Jesi ha insignito del “premio Calamandrei 2017″ il professor Carlo Smuraglia, presidente dell’Anpi, “per la difesa appassionata e mai retorica della Costituzione italiana”, Barbara Spinelli, “per la battaglia contro lo svuotamento dello Stato di diritto nelle condotte dell’Unione Europea”, e, alla memoria, il professor Tullio De Mauro, “per avere cantato il valore della chiarezza linguistica della nostra Costituzione” (la sua opera è stata presentata dal professor Luca Serianni, linguista) (*)
Sono onorata di ricevere un premio che prende il nome da Piero Calamandrei, e anche della motivazione che è stata scelta. La interpreto come il riconoscimento di una battaglia che conduco da tempo per la difesa dello stato di diritto e delle Costituzioni nell’Unione, e per questo riconoscimento vi sono grata. In proposito, vorrei qui ricordare brevemente alcuni punti.














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