Europa
- Scritto da Giuseppe Allegri
Meeting del Basic Income Network – Italia
Venerdì 10 novembre – Roma
ore 11-13.30, in Aula Verra, Facoltà di Lettere e Filosofia (piano terra)
Università Roma Tre, via Ostiense 234 – Ostiense, Roma
ore 17.30-20.00, presso Moby Dick – Biblioteca Hub culturale
Via Edgardo Ferrati, 3 – Garbatella, Roma
pagina Web
evento Facebook
Venerdì 10 novembre 2017 l'associazione italiana per il reddito di base Basic Income Network – Italia organizza una giornata-evento di discussione in favore del reddito di base, che vedrà la partecipazione, tra gli altri, anche del filosofo ed economista belga Philippe Van Parijs (Bruxelles, 1951), presidente della rete mondiale BIEN (Basic Income Earth Network), sostenitore dell'introduzione di un reddito di base e Autore, insieme con Yannick Vanderborght, di un volume in uscita in questi giorni in Italia: Il reddito di base (Il Mulino).
- Scritto da Mario Leone
“Adoro la mia patria perché adoro la Patria;
la nostra libertà, perch’io credo nella Libertà;
i nostri diritti, perché credo nel Diritto”
(*) Richiamo la vostra attenzione su due frasi.
La prima: l’organizzazione degli Stati Uniti d’Europa costituisce la premessa indispensabile per l’eliminazione del militarismo imperialista.
La seconda: un’Europa libera e unita è premessa necessaria del potenziamento della civiltà moderna di cui l’era totalitaria rappresenta un arresto.
La prima frase è, nella sostanza, rintracciabile nel saggio di Spinelli Gli Stati Uniti d’Europa e le varie tendenze politiche, mentre la seconda è tratta dal Manifesto di Ventotene.
Coniugando queste due frasi si può giungere ad una contraddizione, ad una contrapposizione che possiamo così ridurre: da una parte il binomio Stati Uniti d’Europa-Civiltà dall’altra Militarismo e Totalitarismo. Nel mezzo, come strumento di risoluzione del contrasto, la “Pace”, che possiamo considerare non il fine ultimo ma il presupposto per la realizzazione – per dirla con Bobbio – di altri fini, quali la libertà, la giustizia sociale, lo sviluppo economico, e via discorrendo.
- Scritto da Silvana Paruolo
Proficuo quest’ultimo Consiglio sull’ambiente, tenutosi il 13 ottobre 2017, in sede Ue. I ministri dei Paesi membri dell’Unione europea hanno preso importanti decisioni con implicazioni per i settori che non rientrano nell’ambito di applicazione del Sistema di scambio di quote di emissione (ETS) di gas climalteranti; sull’Accordo di Parigi e la prossima COP 23; e sulle priorità Ue all’Assemblea ONU per l’ambiente. Mi ci soffermo qui di seguito punto per punto, dopo una breve rievocazione dell'Accordo di Parigi.
L'ACCORDO DI PARIGI
La lotta al cambiamento climatico ha assunto importanza a partire dagli anni ’70, parallelamente al crescente consenso (all’interno della comunità scientifica) sulla correlazione tra l’aumento delle emissioni di gas serra e il surriscaldamento del pianeta.
Digitalizzazione e nuova strategia di politica industriale: dal G7 di Torino al vertice UE di Tallin
- Scritto da Silvana Paruolo
Quasi nel corso degli stessi giorni – nel corso del settembre 2017 – ci sono stati, a Torino, il G7 e, a Tallin, il Vertice sulla digitalizzazione che ha riunito i capi di Stato e di governo di 25 Stati membri dell'Unione europea (prima riunione dei dirigenti UE su questioni collegate al digitale). Visto che tra due eventi non mancano di certo problematiche di comune interesse, in questo articolo, mi sembra cosa utile soffermarmi su entrambi, allargando l'orizzonte anche ad altre Comunicazioni, Dichiarazioni e Decisioni UE - attinenti in particolare la digitalizzazione (ma anche la rinnovata strategia di politica industriale europea) - d'interesse rilevante per questi stessi temi.
- Scritto da Redazione
Julian Nida-Rümelin, Per un’economia umana. La trappola dell’ottimizzazione, edizione italiana a cura e con postfazione di Giovanni Battista Demarta, Franco Angeli, Milano (in libreria dal 23 ottobre).
«C’è da augurarsi che il progetto europeo non fallisca a causa di interessi e valutazioni differenti. È anzi auspicabile che, sotto la pressione della crisi attuale, venga rinnovato come avanguardia di un’agenda cosmopolitica a mio avviso assolutamente inevitabile. La segmentazione politica in Stati nazionali indipendenti è disfunzionale rispetto a ogni successiva fase di globalizzazione economica e culturale. Forse questo libro potrà contribuire a un’intesa tra Germania e Italia: penso a un accordo sui princìpi per un’economia umana con il rispetto delle differenze di cultura e tradizione – un’intesa transalpina raggiungibile guardandosi nuovamente negli occhi e dialogando alla pari» (dalla “Prefazione all’edizione italiana”).















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